Fake News … e uomini calvi!

Chi di voi ultimamente non ha avuto a che fare con una clamorosa fake news sui social o nel web? Anche io, forse per il lavoro che faccio, ne sono assillata e le combatto ogni giorno.

Spinta dalle recenti apparizioni di massa di fake news e personaggi ambigui sulle varie piattaforme social, ho pensato che fosse utile – per me, ma forse anche per chi leggerà – affrontare un viaggio nel mondo della spazzatura mediatica. Per combattere i demoni del web dobbiamo sfoderare le nostre armi migliori!

Perchè siamo così creduloni?

E’ un dato di fatto: il nostro cervello crede più facilmente alle notizie false che a quelle vere. Sapete perchè? Dipende esclusivamente dal modo in cui viene preparata una notizia. Chi pubblica una fake news lo fa con lo scopo preciso di convincere le persone che i suoi contenuti sono veri: per questo adotterà una sintassi e delle parole confezionate ad arte per ingannare anche i più scaltri.

Questo meccanismo è stato studiato scientificamente e ora cercherò di sperimentarlo anche su di voi, mentre scrivo!

Gli studi neuroscientifici condotti dal Dr. Weisberg e da alcuni colleghi dell’Università di Yale hanno provato che quando una persona è a conoscenza di un fatto o di una nozione scientifica, si autoconvince che anche le altre persone ne siano a conoscenza. Per fare un esempio pratico, se io so che il capoluogo della Basilicata è Potenza allora il mio cervello si convincerà che almeno l’80% delle persone che conosco sappia questa informazione. In realtà non è così, perchè soltanto circa il 50% degli italiani risponderebbe correttamente a questa domanda!


Verità o fake news?

Ecco, siete appena stati oggetto del mio esperimento: la notizia contenuta nell’ultimo paragrafo è assolutamente vera – a questo link potrete leggere l’articolo scientifico che tratta i risultati dell’esperimento.

Se però questa notizia fosse stata falsa, probabilmente voi ci avreste creduto ugualmente senza verificare in modo indipendente la fonte dell’articolo! La presenza di alcune parole come “studi neuroscientifici” o come i nomi altisonanti delle Università hanno fatto scattare nel cervello un meccanismo di autoconvincimento: se è scientifico, è vero e in realtà ero già a conoscenza di questa informazione.

E’ vero, lo sapevo già.



Ecco invece un esempio di fake news – e questa lo è di certo, me la sto inventando di sana pianta! – che dovrebbe farvi drizzare le orecchie fin dalle prime parole.

Studi scientifici dell’Università di Boston hanno dimostrato che le persone con una precoce perdita di capelli sono tra le più intelligenti. “Dipende dall’irrorazione del sangue nella corteccia prefrontale“, sostiene il risultato della ricerca.

Non ci posso credere!

fake news icona enrica michelon

Partendo dal fatto che sappiamo per certo che quella appena letta è una fake news, proviamo ad analizzare il processo che spesso ci fa credere che queste notizie siano vere.

  • Sono un uomo calvo?
  • Ho un marito/fratello/padre che sono calvi?

Se hai risposto di sì ad almeno una di queste due domande, hai fatto scattare la trappola psicologica. Ora, sicuramente ti reputi una persona intelligente (e quindi sei anche calvo!) oppure hai uno o più familiari che sono persone calve e anche intelligenti.

Nel momento in cui hai associato te stesso o una persona che ami alla calvizie, la trappola della fake news è scattata. Probabilmente avresti creduto alla notizia, se non avessi già saputo in partenza che era falsa. Per associazione, avresti pensato che la ricerca scientifica non ha fatto altro che comprovare una informazione che tu già conoscevi… e sei stato fregato! 🙂


Difendersi dalle notizie false

Hai appena sperimentato quali sono gli elementi peculiari di una fake news e come le sue parole vengano letteralmente confezionate a regola d’arte per ingannare gli utenti. Tuttavia, non tutte le notizie false appaiono sotto questa forma e spesso sono legate ad ambigui fatti di cronaca, difficili da verificare.

Quando una notizia è vera, di solito proviene da una fonte giornalistica ufficiale – come ad esempio l’agenzia ANSA – e poi viene riportata in forma più o meno simile dalle varie testate giornalistiche. Basta dedicare pochi minuti di approfondimento della notizia in questione, su un qualsiasi motore di ricerca, per sapere se esistono informazioni simili che provengono da fonti verificate e affidabili.


Impara a gestire le informazioni

Quando leggi una notizia, qualsiasi sia l’argomento che tratta, dovresti sempre esaminare il contesto in cui è inserita e chi ti ha procurato l’informazione.

Per intenderci, se leggi una notizia che recita “esplosa la Luna a causa di un meteorite” e la fonte è la pagina Facebook chiamata CRETINATEASSURDE, forse in questo caso non devi correre a chiuderti in un bunker!! Sembra assurdo, eppure ogni giorno migliaia di persone scorrono le notizie sui social e acquisiscono informazioni (o conoscenza) attraverso le fake news. Non certo una cosa di cui andare fieri, ma questa è la dura realtà. 🙁


Una facile ricetta contro le fake news?

Usa la testa, anche senza capelli!